Il Tartufo D'Abruzzo

Tartufi Freschi e Conservati

Direttamente dalla città del Tartufo, Quadri (CH)

CARRELLO
Carrello vuoto
 

Guida ai tartufi

Tuber Aestivum Vittadini


"Scorzone" o "tartufo nero d'estate" sembrerebbe essere il più rustico dei tartufi ma in realtà esistono una miriade di specie biologiche con piccole varianti morfologiche. Cresce prevantemente sotto latifoglie e può essere trovato un pò tutto l'anno. 
In Abruzzo le sue zone di produzione vanno dalla costa fino al limite di crescita del faggio. Presenta un peridio nero in genere marcatamente verrucoso ed una gleba dal biancastro al nocciola bruno, percorsa da numerose vene sottili ad andamento confuso. 
L'odore va dal dolciastro-terroso, simile agli stimmi di granturco all'aromatico sulfureo. Le spore sono giallastre con ampio reticolo alveolare.

 Tuber Mesentericum Vittadini

 

E' inevocabilmente noto in Abruzzo come "tartufo all'acido fenico", dal momento che ha uno spiccato odore di fenolo che prevale su quello sulfureo.
Nell'industria viene sottoposto a trattamenti a caldo per eliminare lo sgradevole odore. 
Tra le essenze forestali predilige il faggio, è quindi localizzata nelle aree montane. 
La micorriza interessa anche abeti e lecci introdotti con la forestazione. 
Matura un pò tutto l'anno, prevalentemente però da settembre a aprile.
Il peridio con verruche piramidali regolari è nero intenso. 
Il corpo fruttifero presenta quasi sempre una escavazione basale e la gleba è percorsa da venature, alcune della quali grossolane si irraggiano dalla escavazione basale. 
Le spore sono bruno-giallastre con un reticolo alveolare a maglie piuttosto strette.

 Tuber Macrosporum Vittadini

 

Tartufo di qualità eccellente, il "tartufo nero liscio" si sviluppa su terreni argilloso-marmosi maturando dalla fine dell'estate e per tutto l'autunno. 
Alquanto raro in Abruzzo dove le stazioni di crescita coincidono con quelle del tartufo bianco. 
E' simbionte di querce, noccioli e pioppo tremulo nelle aree podemontane e collinari, Ha il peridio con verruche piane, ridotte a screpolature areolate, nere spesso con alcune file di piccole verruche rosso-ruggine. 
Gleba grigio ardesia con venatura sottili ad andamento confuso con odore aromatico sulfureo-agliaceo. spore di grosse dimensioni, brune-ocracee scure con reticolo alveolato piuttosto depresso ed a maglie strette.

 Tuber Melanosporum Vittadini

 

"Tartufo nero pregiato" internazionalmente noto come "il diamante nero della tavola", prelige suoli calcarei poco profondi e brecciosi, come quelli dell'Abruzzo aquilano, della Valle Peligna e della Marsica, presente in piccole quantità anche sul versante meridionale della Maiella e su quelli orientali del Gran Sasso e dei Monti Gemelli. 
Predilige le latifoglie, tra le quali la roverella è la specie simbionte comune in natura. 
I corpi fruttiferi iniziano a maturare a novembre ma possono essere raccolti talvolta sini alla fine di marzo. 
Il peridio è nero con fondo brunastro e con verruche piramidali poco rilevate e piuttosto piccole. 
La gleba a maturità è nerastra con tonalità bruno violacee e venature sottili ad andamento confuso. 
L'odore è fortemente aromatico-sulfureo. 
Le spore nerastre sono ornate da corte spine. 
Si tratta della specie più apprezzata e ricercata sul mercato internazionale.

 Tuber Brumale Vittadini

 

Il "tartufo nero d'inverno", in abruzzese "moscato" è simile a Tuber Melanosporum, ma ha il peridio decisamente nero con piccole verruche piramidali e la gleba grigio-nerastra con alcune vene grossolane. 
L'odore è più marcatamente etereo. 
Le spore sono grigio-scuro ornate di aculei sottili e più lunghi di quelli del tartufo nero pregiato. 
Predilige i suoli calcarei più evoluti, ovvero più profondi e ricchi di humus, come i seminativi abbandonati ed i fondovalle. Il nocciolo è l'albero simbionte più comune. 
Matura dall'inverno all'inizio della primavera.

 Tuber Magnatum Pico


"Tartufo bianco pregiato", è una specie stimatissima in Italia e all'estero. 
Cresce sui terreni marnoso-argillosi, molto porosi, presenti nelle aree pedemonatane e collinari. 
In Abruzzo è più diffuso di quel che si creda: ricche aree di produzione si trovano nel teramano (Campli, Cesa-Castina, Castelli) e nel chietino (Quadri, Pizzoferrato, Borrello, Roio del Sangro) e aquilano (Marsica, Carsolano e val Roveto). 
Presenta un primo periodo di maturazione estiva ("fioroni" o "marcioni"), ed una tipicamente autunnale. Pioppi, salici, querce e noccioli sono le piante simbionti. 
Il peridio è liscio, da ocraceo a giallo-verdastro chiaro. 
Gleba da nocciola a bruna-violacea con aree rosso vivo a venature sottili. 
Odore acutissimo agliaceo-sulfureo, simile a quello del gas. 
Spore ocracee ad ampio reticolo alveolare.

 Tuber Borchii Vittadini

 

Tartufo "bianchetto", si tratta di tartufi di dimensioni piccole e medie dal peridio di colore più o meno biancastro e dall'odore agliaceo-gassoso. 
La gleba va dal bianco al brunastro con venature sottili. 
Spore bruno-ocracee con reticolo alveolare a maglie regolari e minute. I bianchetti sono diffusi dalle pinete marittime ai boisci montani. 
Conifere (pini, lecci) e latifoglie, specialmente querce e pioppi, sono gli alberi simbionti. 
La raccolta può avvenire tutto l'anno. 
Le specie indicata dalla normativa matura tra l'inverno e la primavera.

 Tuber Uncinatum Chatin

 

E' un tubero appartenete alla specie collettiva Tuber Aestivum.
Le variabili inquadrabili come "uncinati", si sviluppano su terreni prevalentemente argillosi o ricchi di humus.
In alcune parti d'Abruzzo viene chiamato anche "suareccio".